martedì 15 febbraio 2011

Tutti a Chattanooga


«In questa piccola amica qua, ci sono venti tipi di tè differenti e tutti affiatati come una squadra vincente». Cioè, in quella pubblicità Dan Peterson parlava di una bustina di tè, la chiamava "questa piccola amica qua" e, se ho capito bene, ne allenava i venti tipi differenti che la componevano. Ora pare, così mi dicono, che si sia dato al basket, o che vi sia ritornato. Poco importa. Dan Peterson, in realtà, è un allenatore di tè, mica di giocatori di basket, e poi soprattutto è la voce del wrestling. Non la voce dello scialbo e ambiguo wrestling di oggi, ma di quello dei bei tempi, degli anni Ottanta e dei primi Novanta, quello di Hulk Hogan e del suo prediletto Macho Man, di Ultimate Warrior e André The Giant. Lui – perché non ci capisco niente, ma so usare wikipedia – ha allenato l’Olimpia sino al 1987, ma subito dopo si è dato al wrestling, senza neanche concedersi una bella pausa rigenerante, neppure una tazza di lipton. Mi immagino un Trapattoni che, una volta lasciato il calcio, il giorno dopo si mette a commentare, che so, American Gladiators, usando per di più termini da calciofilo. «Blaze va in sovrapposizione, raddoppia su Nitro. Commette un fallo tattico su Turbo. Occhio alla diagonale, che si sta inserendo Bronco». Peterson, il wrestling, lo commentava basandosi su ciò che lui conosceva, usando l’italiano che gli era (ed è tuttora) noto, quello del gergo baskettaro. E poi insultava i "cattivi": «Kamala, panzone che sei dell’Uganda». Ce l’aveva con gli obesi ugandesi, non ho mai capito perché, forse perché stava dalla parte dei tanti affamati dell’Uganda. Un caratterino mica da ridere. «Quando ha la luna storta, non puoi neppure avvicinarlo», mi ha spiegato un collega esperto. Oggi ha 75 anni – Dan, non il mio collega –, ma la luna non sempre rimane dritta. E la nostalgia pare averlo del tutto rapito. Prima ha accettato la proposta della "Gazzetta" relativa a una serie di dvd sul wrestling, poi ha detto sì pure a Giorgio Armani per tornare alla vecchia casa madre. Mi immagino l’incontro tra i due: uno con la maglietta nera tutta aderente infilata nei pantaloni neri tutti aderenti, con quella sua "erre" un po’ così, l’altro ruspante e ’mmmericano come solo lui potrebbe essere. Li immagino sul bordo di una piscina di Chattanooga Tennessee. «Sapete cosa beviamo qui a Chattanooga Tennessee quando il sole ti spacca in quattro? Non si sbaglia : ehi gang, lipton ice tea», e via con ragazze formose e abbondante tè freddo. Amore a prima vista. Dan, fenomenale!


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