martedì 15 febbraio 2011
Vacallo, que pasa?
di Andrea Stephani
Come ci ricorda un proverbiale detto popolare, una rondine non fa primavera e la vittoria di mercoledì sera della SAV Vacallo contro gli Starwings di Basilea non fuga tutti i dubbi e le perplessità destate dalla squadra di Rodrigo Pastore nella semifinale di Coppa di Lega contro l’Olympic. Il confronto con i burgundi - ed indirettamente quello con i Lugano Tigers – ha chiarito le gerarchie attuali del campionato: davanti, e per ora inarrivabili per tutti, i bianconeri, a seguire il Friborgo e poi Vacallo, Ginevra e Monthey a disputarsi il terzo posto in classifica.
La differenza che separa i gialloverdi non diciamo dal Lugano, il cui potenziale è unico in Svizzera e pertanto non paragonabile alle altre formazioni, ma dall’Olympic (e anche, a volte, da Ginevra e Monthey) è soprattutto fisica: sotto canestro mancano chili e centimetri e ciò si ripercuote anche nella difficoltà ad impostare una difesa efficace contro squadre fisicamente più prestanti.
Già, la difesa. Due anni fa i momò vincevano Coppa Svizzera e campionato grazie ad un’organizzazione tattica superlativa e ad una difesa asfissiante, vera e propria arma in più della truppa di Pastore nei momenti di difficoltà. Nel corso di questa stagione, complici i numerosi infortuni che non hanno permesso ai ticinesi di allenarsi con la necessaria costanza, la SAV ha palesato un “gap” fisico sotto le plance che non è stato colmato né dall’arrivo di Pape Badji (troppo giovane e non ancora maturo per offrire un contributo costante alla causa gialloverde) né da quello di Milos Drca (che avrebbe dovuto allenarsi con Dacevic e compagni ma giocare in LNB con il Momò Basket).
Gli acciacchi fisici di Drca, Crnogorac e Dacevic hanno poi lasciato Martin Mihajlovic tutto solo soletto a difendere il fortino momò dagli attacchi degli indiani. E sappiamo tutti quanto il buon Martin non sia esattamente un giocatore che fa della fisicità la sua arma migliore... Conscio di questa situazione, Pastore aveva chiesto rinforzi, almeno per permettere alla squadra di svolgere allenamenti con almeno dieci giocatori in palestra. Don Rodrigo aveva dato delle indicazioni di massima abbastanza precise: un giocatore dotato appunto di una certa fisicità e in grado di catturare numerosi rimbalzi. Una sorta di Marcus Sloan, da anni uno dei “pallini” del tecnico argentino... E così, in quattro e quattr’otto, Pastore si ritrova in palestra... Julien Rahier, ala-guardia belga che si era già aggregato ai vacallesi per il Valtellina Circuit dell’estate scorsa ma che alla fine non era stato ingaggiato. Per carità, nulla contro il povero Rahier, che per altro ha già dimostrato nelle sue prime uscite ufficiali di essere un buon gregario, ma non sembra proprio che il suo ingaggio possa risolvere i problemi e le lacune di questa SAV.
Vacallo, que pasa?
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